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venerdì, 14 ottobre 2005
ACQUA: “nelle deleghe ambientali rischio conflitti. La Sicilia è un laboratorio per l’acqua”

Aperta oggi a Palermo H2Obiettivo 2000.
La situazione nazionale delle risorse idriche e le reazioni ai provvedimenti in discussione.

Si è aperta oggi a Palermo presso Palazzo dei Normanni la conferenza internazionale H2Obiettivo 2000, appuntamento biennale del mondo degli operatori dei servizi idrici.

Organizzata da FederUtility, in collaborazione con IWA (International Water Association), Eureau (l’associazione europea degli operatori del comparto idrico) ed AMAP spa, la conferenza tratterà nei tre giorni di lavori, tutti gli aspetti del governo dell’ACQUA.

Tra i temi trattati nel pomeriggio, la delicata questione delle DELEGHE AMBIENTALI, sulle quali si è espresso il presidente aggiunto di Federutility, Mauro D’Ascenzi: “il testo attualmente in discussione presso le istituzioni, lascia dei grandi vuoti in materia di regolamentazione dei servizi idrici e, aspetto più critico, alza notevolmente il rischio di contrasti e conflitti di competenza tra i vari soggetti che dovrebbero indirizzare e controllare la gestione del servizio idrico”.

Su Palermo - città ospitante di questa XIV edizione della conferenza – il presidente di Federutility ha commentato: “questa città e questa regione hanno da sempre grande attenzione all’acqua. La Sicilia è la regione in cui si effettuano più gare per l’affidamento del servizio idrico, ma è anche la regione in cui le gare vanno deserte. La Sicilia - ha affermato D’Ascenzi - può essere un vero laboratorio per il nostro Paese, perché sta evidenziando tutte le contraddizioni della collaborazione pubblico-privato nella gestione dei servizi pubblici”.

L’assessore provinciale alla risorse idriche, Raffaele Loddo, è intervenuto sottolineando che “per la gestione delle risorse idriche sia a livello nazionale che locale l’Amministrazione provinciale è a favore dei modelli competitivi e dei sistemi a bando di gara. Con questi meccanismi si coinvolgono imprese che garantiscono capacità di investimenti e capitali adeguati alle esigenze del territorio. La giunta Musotto - ha aggiunto Loddo - auspica che sia varata, il prima possibile, la “Carta mondiale dei diritti d’accesso all’acqua, bene comune”, poiché questo è una risorsa che deve essere disponibile per tutti gli uomini. Guardando a questo obiettivo, la Provincia, attraverso l’Ato idrico Palermo, ha finanziato due pozzi nel Congo, di cui uno già funzionante e l’altro in costruzione”.

Quello delle gare per l’affidamento del servizio e dell’equilibrio tra soggetti pubblici e soggetti privati nella gestione dell’acqua, sono argomenti di grande attualità tanto per la Sicilia che per la città di Palermo.
In proposito il presidente dell’AMAP Spa - l’azienda che gestisce il servizio idrico di Palermo - Bruno La Menza ha affermato: “non siamo un soggetto che può essere tenuto fuori dalle gare per l’affidamento del servizio idrico, ma visto il commissariamento e la complessa situazione, possiamo solo attendere le indicazioni da parte del nostro Comune proprietario. Spero che questa conferenza internazionale sia l’occasione per acquisire prassi e modelli gestionali applicabili anche in Sicilia. Personalmente vedo bene un’evoluzione del modello inglese, dove le tariffe sono in grado di remunerare sufficientemente il servizio”

NEI PROSSIMI DUE GIORNI di lavori “H2Obiettivo 2000” affronterà con relatori nazionali ed internazionali la partecipazione dei privati alla gestione del servizio idrico, i modelli di gara e le esperienze degli operatori saranno al centro del dibattito, con gli interventi, tra gli altri, di Mario Parlavecchio, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Siciliana, Mario Rosario Mazzola, dell’Università di Palermo, Gianpaolo Maria Cogo, Presidente di Sogesid e Renato Drusiani, Direttore Generale di FederUtility.


Nella giornata conclusiva di venerdi, Dario Allegra, del comitato direttivo di FederUtiltiy, Gianfranco Miccichè, Ministro dello Sviluppo e Coesione Territoriale, e Altero Matteoli, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, affronetranno il tema della liberalizzazione e privatizzazione del servizio idrico, sulla base degli orientamenti della Commissione Ue espressi nel Libro verde sulla Public-Private Partnership (PPP).
Chiuderà la conferenza Mauro D’Ascenzi, presidente Aggiunto di FederUtility.

FEDERUTILITY riunisce circa 550 imprese italiane di servizi pubblici locali dei settori idrico ed energetico, che applicano i relativi CCNL a circa 45.000 dipendenti. Le associate a Federutility, forniscono acqua attualmente a circa il 75% della popolazione, distribuiscono gas ad oltre il 35% degli abitanti ed energia elettrica a circa il 20% della popolazione

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WHO’S WHO IN ITALY
Annamaria Cappucci
Direttore Centro e Sud Italia
0658201976
annamaria.cappucci@fastwebnet.it
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venerdì, 14 ottobre 2005
14/10/2005

La miniaturizzazione del sistema GPS Global Positioning System, ha determinato l’incremento della diffusione dello strumento tecnologico nel trekking e in generale tra coloro che frequentano la montagna.
Per questo motivo sabato 15 ottobre, a Bisegna è stato organizzato il: “GPS DAY-AUTUNNO NEL PARCO: ALLA SCOPERTA DI COLORI, ODORI E SAPORI”.
Una giornata tra le sensazioni autunnali della natura, promossa e realizzata da “Vivilibero”, dalla Proloco di Bisegna e San Sebastiano, dal Gruppo “Amici dell’orso Bernardo” e dall’Ente Parco, che coniuga conoscenza geografica del territorio e approfondimento tecnico sull’uso della nuova strumentazione che sta pian piano cambiando la cartografia in Italia, infatti, i dati cartografici trattati sino a qualche anno fa con estrema riservatezza, ma soprattutto molto costosi, stanno via via ottenendo quella diffusione che le esigenze del nostro tempo richiedono.

“Le Guide- Interpreti dell’Ente Parco, con l’ausilio dello strumento tecnologico”…spiega il Direttore Aldo Di Benedetto…” hanno segnato circa 120 sentieri. L’operazione non ancora terminata, ci sta consentendo di individuare nuovi percorsi oltre a quelli già riportati sulla Carta Turistica che, attualmente, è in fase di rielaborazione. Inoltre”…continua il Direttore…” come già avviene negli USA e in altri Paesi, la nuova Carta Turistica del Parco avrà un supporto digitale (cd rom) e sarà consultabile sul sito ufficiale dell’Ente dove gli utenti avranno a disposizione i dati cartografici e le informazione tematiche sulle caratteristiche dei percorsi. Questo consentirà di organizzare le proprie uscite in maniera razionale, visualizzando i dati direttamente sul video della mappa scansionata”.

L’appuntamento per la passeggiata di media difficoltà tra le suggestivi valli del Parco, è alle ore 8,30 a Bisegna con rientro previsto per le ore 13.30.
La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. Si consiglia abbigliamento comodo da montagna.

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WHO’S WHO IN ITALY
Liala Scanavini
0717572081
lialasc@libero.it
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categoria:ambiente, tecnologia, agricoltura, telecomunicazioni


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mercoledì, 12 ottobre 2005
POLLI ITALIANI ALL’ANTIBIOTICO SMASCHERATI DA ANALISI DI LABORATORIO, COMMISSIONATE DALLA LAV E Il Salvagente, SU POLLI ACQUISTATI DI RECENTE PRESSO DIVERSE CATENE DI SUPERMERCATI.

CONFERENZA STAMPA LAV
GIOVEDI’ 13 OTTOBRE – ORE 12
ROMA - VIA MARGUTTA 118
c/o Ristorarte Margutta Vegetariano - seguirà un rinfresco vegetariano

PARTECIPANO:
- Riccardo Quintili, caporedattore del settimanale Il Salvagente
- Sonny Richichi, presidente della LAV
- Roberto Bennati, responsabile campagne europee della LAV
- Gianluca Felicetti, responsabile rapporti istituzionali della LAV
- Gino Girolomoni, presidente cooperativa Alce Nero

UN POLLO GIGANTE FUGGITO DA UN ALLEVAMENTO
RACCONTERA’ COME E’ STATO ALLEVATO.

LA LAV PRESENTA LE GIORNATE “CONOSCI I TUOI POLLI?”
Sabato 15 e domenica 16 ottobre la LAV sarà presente in più di 300 piazze italiane per far conoscere ai cittadini la verità sui polli “da carne”: 450 milioni di polli allevati in Italia in modo innaturale, 5,2 miliardi in Europa, trasformati in “macchine” da carne, malati.

A partire dal 15-16 ottobre sarà possibile firmare la petizione LAV al Governo per chiedere che la proposta di Direttiva UE preveda: riduzione della massiccia densità di allevamento dei polli; divieto di selezioni genetiche, praticate per accelerare la velocità di crescita dei polli; divieto di esposizione forzata alla luce artificiale, condizioni adeguate di umidità e temperatura; estensione di standard minimi per i riproduttori di pulcini; etichettatura obbligatoria che riporti il sistema di produzione; riconversione degli allevamenti al chiuso in impianti all’aperto.

Il 15 e 16 ottobre presso i tavoli LAV, in cambio di un contributo minimo di 10 euro, sarà offerta una confezione con legumi e cereali - forniti dalla coop. Alce Nero, leader nel settore biologico - insieme ad un ricettario con idee gustose per avvicinarsi all’alimentazione vegetariana.

Per maggiori informazioni e/o per conoscere le piazze dove trovare la LAV: www.infolav.org (iniziative in corso), tel. 064461325.


Maria Falvo
Resp.le Ufficio Stampa LAV - Lega Anti Vivisezione
Via Sommacampagna 29 - 00185 Roma
tel. +39 06 4461325 - fax +39 06 4461326 - cell. +39 3391742586
ufficiostampa@infolav.org
www.infolav.org
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mercoledì, 12 ottobre 2005
Oggi, mercoledì 12 ottobre 2005, alle ore 11.30, si svolgerà a Roma presso la Sala Cavour del Ministero delle Politiche agricole e forestali (via Venti Settembre 20), la conferenza stampa di presentazione della 107^ edizione di Fieracavalli (Fiera Internazionale dei cavalli e salone delle attrezzature e attività ippiche) congiuntamente ad U.N.I.R.E. (Unione Nazionale per l'Incremento delle Razze Equine).

All'incontro con la stampa, durante il quale saranno presentati i dettagli e le molte novità della manifestazione, saranno presenti il Direttore Generale Giovanni Mantovani ed il Vice Presidente vicario di Veronafiere Claudio Valente, il Segretario Generale di U.N.I.R.E. Franco Panzironi, il Direttore Generale della Federazione italiana Sport Equestri (FISE) Franco Gallo, e il Presidente dell'Associazione Italiana Allevatori (AIA) Nino Andena.


Informazioni per la Stampa a cura di: MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Referente Ufficio Stampa Tel.: 06 46653047 stampa@politicheagricole.it

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giovedì, 06 ottobre 2005
Fondata a Sauris , in Carnia, l’associazione internazionale Alpine Pearls

Sauris (Ud) - Bad Reichenhall, Oberstdorf e Berchtesgaden (Germania), Werfenweng (Austria), Les Gets e Morzine/Avoriaz in Francia, St. Moritz e Interlaken (Svizzera), Cortina d’Ampezzo, Pieve di Cadore e Feltre (Veneto), Ratschings, Villnöss, Tiers, Steinegg, Welschnofen e Deutschnofen (Provincia Autonoma di Bolzano), Chamois (Val d’Aosta), Sauris e Forni di Sopra (Friuli Venezia Giulia) e altre splendide località dell’arco alpino, si sono incontrate mercoledì 5 ottobre a Sauris per preparare la fondazione dell’associazione Alpine Pearls, sodalizio che riconosce, con un marchio internazionale di certificazione ecologica, le “Perle” dell’arco alpino sulla base delle qualità ambientali, ma anche delle strategie di promozione e di marketing della loro offerta turistica.

La firma dell’atto di fondazione, celebrata al Kursaal di Sauris, rappresenta il culmine di una due giorni trascorsa nel borgo carnico, durante la quale, per la prima volta, le più belle ed incontaminate località dell’arco alpino si sono incontrate per dare vita al progetto Alps Mobility II – Alpine Pearls, inserito nel programma comunitario Interreg III B, che ha come obiettivo l’individuazione di territori caratterizzati da una natura incontaminata, sulla base di criteri predefiniti in tema di mobilità “dolce” (con sistemi di trasporto alternativi ai mezzi privati) e di rispetto per le regole di tutela ambientale.

Con la firma del documento – redatto nelle tre lingue ufficiali dell’arco alpino, tedesco, italiano e francese – i rappresentanti delle 25 località candidate a fregiarsi del marchio di Perla delle Alpi, hanno dichiarato la propria adesione all’associazione, riconoscendo uno Statuto, un piano di marketing e di gestione finanziaria e un “quaderno dei criteri”, ovvero delle regole individuate da un pool di esperti internazionali (Stephan Brückl responsabile WP3, Sebastian Mettler Austria, Jöri Schwärzel Klingenstein Svizzera, Pierre Moreau Francia, Prof. Bausch e Micheal Tyrkas Germania, Elena Landi, Bruno Giorgessi Italia, Eva Burian Management del progetto, Veronika Holzer Ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente Austria), a cui le Alpine Pearls si dovranno adeguare. La firma dell’atto, che conclude una sessione di oltre 5 mesi di lavoro svoltasi nelle diverse località candidate, sancisce dunque la formazione di un consiglio provvisorio, che reggerà l’organizzazione fino a fine gennaio, quando, all’Hofburg di Vienna, avrà luogo l’investitura ufficiale delle Perle delle Alpi e la costituzione di un consiglio definitivo, la Dach Organizazion.

Il progetto Alps Mobility, non solo ha avuto come culla la Carnia, dove l’anno scorso è stato stilato il “quaderno dei criteri”, ma la vede come primo luogo d’incontro delle future Perle, con l’auspicio che possa essere il migliore biglietto da visita per un’iniziativa che si propone di qualificare e migliorare, in ottica non solo ambientale, le proposte turistiche dell’arco alpino.

Informazioni: Aiat della Carnia, numero verde 800-249905, fax 800-597905, www.carnia.it, e-mail aiat@carnia.org.

Ufficio Stampa: Studio Agorà tel. 0481.62385, fax 0481.630339, e-mail: agora@travelnews.it
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categoria:cultura, ambiente, ecologia, agricoltura


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martedì, 04 ottobre 2005
E-LEARNING CON L'ENEA
Sono decine i corsi on-line gratuiti e a disposizione di tutti coloro che occupati e non, sono interessati a migliorare le proprie competenze o desiderano avvicinare nuove tematiche. Ecco alcuni degli argomenti trattati:

Sistema Qualità:Principi, Vision 2000, Sistemi Informativi, Misure e misurazioni, Customer Satisfaction, Leadership & Intelligenza Emotiva, Analisi dei processi aziendali, Problem Solving, Pensiero Sistemico, Project Management; Ecomanagement, audit ambientale e sistemi di gestione integrati; Rivestimenti e trattamenti avanzati di superfici; Marketing turistico alberghiero; Le Biotecnologie: realtà del 2000; Elementi di Calcolo ad Alte Prestazioni;; Teoria e tecniche delle pagine Web; Gli Impianti Fotovoltaici; Manipolazione di sostanze pericolose; Sistema autocontrollo e metodo HACCP; Corso sulla sicurezza sui posti di lavoro, Corso di Vivaismo; Commercio elettronico; La comunicazione e l'informazione: tecnologie, metodologie, multimedialità; Alimentazione; Strumenti Matematici; Agricoltura biologica; Inglese per gli infermieri; Energia e ambiente; Sviluppo sostenibile e Fonti rinnovabili; Management dell'innovazione; Marketing del Territorio; I brevetti; Mobilità sostenibile; Sicurezza Alimentare, ecc.


L'offerta formativa dell'ENEA nasce da numerose iniziative e progetti realizzati per favorire la diffusione delle conoscenze scientifiche e promuovere, al tempo stesso, il trasferimento tecnologico. I progetti finanziati che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo della presente offerta formativa sono stati un progetto ADAPT (adattamento delle forze lavoro ai mutamenti industriali) denominato INTEGRA-MODULE, un progetto di trasferimento di buone pratiche denominato TRAFAD. Un progetto EQUAL finanziato dalla regione Lazio denominato NEAS e un progetto finanziato all'interno del 5° programma quadro dell'Unione Europea.

Visto il successo dei corsi realizzati, l'Unità UDA-PMI (Unità di Agenzia per le Piccole e Medie Imprese) dell'ENEA ha realizzato altri corsi per arricchire l'offerta formativa che attualmente conta oltre 40 corsi già ultimati e altri 23 in via di ultimazione.
I corsi quindi sono di generazione diverse e la loro struttura è stata ottimizzata tenendo conto delle esigenze manifestate dalle varie classi di utenza.

L'ultima generazione è costituita da moduli e lezioni autoconsistenti che possono essere studiate in rete o anche stampate, hanno dei test di autovalutazione e possono anche essere riconosciuti in termini di crediti formativi universitari (CFU) iscrivendosi presso l'università con la quale l'ENEA ha una convenzione.

Tutti i corsi in rete sono gratuiti e usufruibili uno o più in qualsiasi momento e ovunque, in toto o in parte. Basta registrarsi come nuovo utente e aspettare la conferma, in automatico, dell'avvenuta iscrizione.
Il libro degli ospiti è a disposizione di tutti per dare un proprio giudizio sull'iniziativa, ma ancor più importante per noi è la raccolta dei dati della customer satisfaction che viene richiesta a tutti gli utenti che terminano i corsi. È da questa, infatti, che sono venuti i suggerimenti per l'attuale struttura degli stessi ed anche un incentivo a realizzare altri servizi che però risultano a pagamento quali ad esempio:

- l'attestato di frequenza (30 euro per il primo corso 15 euro per i successivi)
- l'invio di CD o di testi con i contenuti dei corsi (15 euro per uno corso, 5 per ogni successivo se richiesto contemporaneamente agli altri)
- l'invio degli eventuali aggiornamenti dei corsi seguiti (5 euro per ogni corso)
- l'attività di consulenza in funzione della disponibilità effettiva delle competenze richieste (da valutare ad hoc ma comunque allineata ai prezzi di mercato)
- l'attività di stage presso i laboratori dell'ENEA previa verifica disponibilità (la tariffa minima ricopre il costo dell'assicurazione, i costi aggiuntivi dipenderanno dalla tipologia del laboratorio, dalla strumentazione utilizzata, dalla durata dello stage; non tutti i laboratori ENEA possono ospitare stagisti)
- la certificazione delle conoscenze acquisite a mezzo di esami svolti presso le Università e i centri di formazione che avranno stipulato una convenzione con l'ENEA (la tariffa in tal caso è concordato con le Università o con gli Enti di Formazione).

Per le Università, Scuole o Enti di formazione, anche stranieri, che fossero interessati ad inserire i corsi realizzati dall'ENEA nella propria offerta formativa si potrà stilare apposita convenzione contattando il seguente indirizzo:
anna.moreno@casaccia.enea.it.

I primi corsi relativi alla qualità sono riconosciuti ciascuno per 3 crediti formativi da parte del CARID (Centro di Ateneo per la Ricerca sull'Istruzione a Distanza: http://carid.unife.it).
Sono, inoltre, in corso di stipula convenzioni con altre Università e con centri di formazione.

Tutti i corsi sono disponibili in rete nel sito dell'ENEA:

http://odl.casaccia.enea.it.

Nel sito ogni corso è preceduto dal Minimum data set (MDS) che descrive in maggior dettaglio i contenuti dei corsi per cui, chi fosse interessato a saperne di più, è invitato a visitare il sito.

Segreteria.fad@casaccia.enea.it
telefono 06 3048 4713
fax 06 3048 4378

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martedì, 04 ottobre 2005
DALL'ENEA UNA RETE DI ASSISTENZA PER L'AGROALIMENTARE.

"La gestione ambientale nelle PMI del settore agro-alimentare: l'esperienza del progetto GESAMB"

mercoledì 5 ottobre
Centro Ricerche ENEA della Trisaia (Rotondella, MT)
Domani, mercoledì 5 ottobre 2005, presso il Centro Ricerche ENEA della Trisaia (Rotondella, MT), si terrà il seminario: "La gestione ambientale nelle PMI del settore agro-alimentare: l'esperienza del progetto GESAMB", per presentare la rete di assistenza per le Piccole e Medie Imprese messa a punto dall'ENEA.

Si tratta di una rete di assistenza di tipo sia telematico che di consulenza diretta, per favorire la diffusione degli strumenti di gestione ambientale, quali la registrazione EMAS e la certificazione ISO 14001, che consentono di migliorare la competitività del sistema produttivo nel rispetto dello sviluppo sostenibile.

L'EMAS e la norma ISO 14001 sono strumenti a carattere volontario di politica ambientale ed industriale che le imprese hanno a disposizione per controllare gli impatti delle loro attività sull'ambiente e promuovere continui miglioramenti della propria efficienza ambientale.

L'applicazione di questi Sistemi di Gestione Ambientale è possibile anche in organizzazioni di piccole dimensioni, ed è particolarmente conveniente nel settore agroalimentare, dove la percezione del rapporto tra ambiente e qualità del prodotto è molto forte. GESAMB intende agevolare le Piccole e Medie Imprese italiane, soprattutto quelle del Mezzogiorno, nell'utilizzo di strumenti di gestione che rappresentano anche un'opportunità per la conquista di nuovi mercati sempre più sensibili ai problemi ambientali.

Nel corso del seminario verranno anche presentate le Linee Guida per le aziende interessate alla gestione ambientale e ad affrontare il percorso di certificazione ISO 14001 e la registrazione EMAS. Le Guide applicative completano il quadro informativo relativo a specifici settori produttivi significativi nelle Regioni Obiettivo 1: lattiero-caseario, oleario, agrumario e della molluschicoltura.

Il sito del progetto http://gesamb.casaccia.enea.it fornisce tutte le informazioni utili per le PMI interessate ai Sistemi di Gestione Ambientale.

Il progetto GESAMB, cofinanziato dal Ministero dellIstruzione, dell'Università e della Ricerca, è stato realizzato nell'ambito del Piano di Potenziamento delle Reti di Ricerca nelle Regioni dell'Obiettivo 1.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:

Dott. Nicola Brunetti ENEA- BIOTEC, tel. 06/3048 4684, brunetti@casaccia.enea.it

Dott. Stefano Canese, ENEA- BIOTEC/AGRO, tel.06/3048 4534, canese@casaccia.enea.it


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Dott.ssa Elisabetta Pasta
Responsabile Ufficio Stampa e Rapporti con i Media
Funzione Centrale Relazioni Esterne
ENEA - Ente per le Nuove tecnologie, l'Energia e l'Ambiente
Lungotevere Thaon di Revel, 76
00196 Roma

TEL.06/36272806 - 36272945
FAX 06/36272778 - 36272286
E-MAIL: uffstampa@sede.enea.it
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mercoledì, 28 settembre 2005
POLLI, LA LAV AL SOTTOSEGRETARIO G. DOZZO (MIPAF): “ECCO PERCHE’ L’ALLEVAMENTO INTENSIVO E L’INFLUENZA AVIARE CI DEVONO PREOCCUPARE”.
IL 15 E 16 OTTOBRE LA LAV NELLE PRINCIPALI CITTA’ D’ITALIA CON LA CAMPAGNA “CONOSCI I TUOI POLLI?”

“Il nostro sistema, del tutto innaturale, di allevamento intensivo dei polli è condizione perché gli animali si ammalino”, così Roberto Bennati, responsabile LAV campagne europee, commenta le rassicuranti dichiarazioni rese dal sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Gianpaolo Dozzo, in relazione al pericolo di una pandemia di influenza aviaria, il quale si è dichiarato “stupito” delle preoccupazioni degli animalisti per le condizioni in cui si trovano gli animali negli allevamenti intensivi.

La realtà, probabilmente poco nota ai consumatori, dell’allevamento intensivo dei polli broiler (ovvero “da carne”, 450 milioni di polli prodotti ogni anno in Italia) è caratterizzata da:
- un’intensiva selezione genetica finalizzata ad accelerare i ritmi di crescita dei polli a livelli innaturali, in modo che questi animali possano essere pronti per la macellazione a circa 6 settimane di vita. Ciò determina una sproporzione tra pettorali e crescita del resto del corpo, con conseguenti gravi patologie cardiache, asciti (gonfiamento dell’addome dovuto a dismetabolismo), zoppie. Uno stravolgimento genetico, giustificato esclusivamente dalla riduzione dei tempi e dei costi di produzione e dalla ricerca del maggior profitto possibile.
- Eccessiva densità di allevamento e inattività: i moderni polli boiler passano il 75% del loro tempo immobili, con conseguenti problemi agli arti.
- Continua esposizione alla luce artificiale: viene stravolto il ciclo giorno/notte e quindi il naturale comportamento dei polli con conseguente stress, disturbi del sonno, problemi agli occhi. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che i polli allevati con luce costante godono di arti meno sani, soffrono di più di zoppie e presentano un tasso di mortalità maggiore rispetto a polli della stessa razza allevati con un periodo di buio più lungo.
- Altri problemi causati dall’alta densità di allevamento: affezioni cutanee (al crescere della densità aumentano anche l’umidità, il biossido di carbonio e il tasso di ammoniaca nell’aria: ciò causa infiammazioni del petto, ulcere, dermatiti) che nei casi più gravi sono curate con farmaci antibiotici, trasmissibili all’uomo come residui nelle carni; problemi respiratori, stress da caldo e dalla impossibilità di mettere in atto comportamenti naturali come beccare il terreno e razzolare.
- La mortalità dei polli boiler è sensibilmente superiore a quella di altri animali allevati intensivamente, sette volte superiore a quella delle galline ovaiole a parità di età. La sindrome della morte improvvisa è una delle principali cause di decesso dei polli in Europa.

“Il Ministero è così tanto preoccupato di rassicurare i cittadini sull’autosufficienza nazionale nella produzione di pollame e carni avicole, da non voler vedere i pericoli insiti nell’allevamento intensivo. L’influenza aviare è una malattia virale molto contagiosa che colpisce soprattutto polli, tacchini e uccelli acquatici – prosegue Roberto Bennati – In un allevamento intensivo di polli, il virus si propaga facilmente da un animale all’altro e può portare alla morte l’intero pollaio. In Italia attualmente è diffusa la tipologia di influenza aviaria a bassa patogenicità; ricordiamo però che il virus, in soli cinque mesi tra il 1999 e il 2000, ha portato all’abbattimento di 16 milioni tra polli e tacchini. Di recente l’Istituto Superiore di Sanità ha scoperto che alcuni sottotipi del virus dell'influenza aviaria a bassa patogenicità hanno infettato addetti al settore avicolo di alcune regioni del Nord Italia”.

Sabato 15 e domenica 16 ottobre, la LAV sarà presente in più di 300 piazze d’Italia con la campagna “Conosci i tuoi polli?” per far conoscere agli italiani la verità sull’allevamento intensivo di questi animali e chiedere al Governo di schierarsi in sede comunitaria affinché la specifica proposta di Direttiva UE sia modificata e integrata in modo da mettere fine alle esasperate condizioni di allevamento dei polli. Per maggiori informazioni: www.infolav.org tel. 064461325.

28.9.2005
Ufficio Stampa LAV 064461325 – 3391742586 www.infolav.org lav@infolav.org
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categoria:ambiente, alimentazione, agricoltura


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giovedì, 22 settembre 2005
Milano, settembre 2005 – Tintilia è il nome di un vitigno autoctono molisano tipico delle zone collinari dell’entroterra. Abbandonato in passato per varietà quantitativamente più feconde, è attualmente al centro di un’interessante opera di valorizzazione. L’Azienda Agricola D’Uva è uno dei principali attori della rinascita di questa varietà.

Una delle espressioni più autentiche dell’enologia molisana è la varietà autoctona Tintilia, introdotta nella seconda metà del Settecento, durante la dominazione borbonica, in virtù dei commerci tra il Regno di Napoli e la Spagna.

Il suo nome deriva probabilmente dall’etimo tinto, aggettivo con cui in spagnolo si definiscono i vini rossi in quanto rappresentativo delle caratteristiche cromatiche di questa uva che presenta un colore rosso scuro.

La Tintilia, un tempo capillarmente diffusa nelle zone collinari più interne – ad altitudini variabili tra i 250 e i 600 metri - delle province di Campobasso e Isernia, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale perse rapidamente importanza e diffusione quando si iniziò a privilegiare l’aspetto quantitativo dei vitigni, anche conseguentemente alla bonifica delle zone litoranee che consentì forme di allevamento espanse con produzioni impensabili altrove.

Data la sua scarsa adattabilità alla pianura e a causa della produzione non abbondante, la Tintilia è stata a lungo trascurata e solo la perseveranza ostinata di pochi agricoltori ne ha impedito la definitiva scomparsa. Fortunatamente, la recente riscoperta delle sue caratteristiche qualitative sta facendo vivere a questa varietà una seconda giovinezza.
Negli ultimi 10-15 anni la qualità ha assunto un ruolo fondamentale nella filiera vitivinicola e anche in Molise i produttori hanno iniziato a riscoprire i vitigni autoctoni dimenticati, intraprendendo un percorso inverso rispetto a quello che ne aveva decretato il declino.

Questo percorso ha anche visto scendere in campo anche l’Ente Regionale di Sviluppo Agricolo del Molise che ha dato avvio a uno studio approfondito della caratterizzazione della Tintilia - effettuato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Animali, Vegetali e dell’Ambiente dell’Università del Molise – per individuare con esattezza le popolazioni e gli eventuali cloni del vitigno e fugare ogni dubbio (analizzando il germoplasma) sul fatto che il cultivar Tintilia non debba essere associato al vitigno tradizionale sardo Bovale Grande, come per anni erroneamente si è fatto nell’Albo Internazionale dei Vitigni.

Sotto il profilo tecnico, la Tintilia è un vitigno di media vigoria e discreta produttività, a grappolo spargolo e alato in alcuni cloni, di grandezza medio piccola con acini ovoidali, buccia pruinosa e consistente di colore nero bluastro facile al distacco, dal sapore leggermente aromatico. La raccolta è tardiva e il vino che ne deriva presenta un colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Al naso rivela sentori di frutta rossa surmatura (tra tutte emerge la mora di rovo) e radice di liquirizia su un fondo di vaniglia. In bocca è caldo e molto denso, con tannini morbidi, ma consistenti. L’acidità è sostenuta, poiché il vitigno è coltivato a quote elevate.
Uno dei protagonisti della rinascita della Tintilia è l’Azienda Agricola D’Uva di Larino che, impegnata nella valorizzazione delle espressioni più autentiche del territorio molisano e dei i suoi vini, ha creduto in questa particolare varietà e ha deciso di dedicarle 15 ettari dei propri terreni.

Le bottiglie dell’Azienda Agricola D’uva che si presentano per la prima volta sul mercato quest’anno – vendemmia 2004 – sono la concretizzazione di un progetto di lunga data finalizzato a ridare lustro a una varietà ingiustamente dimenticata. E la D.O.C. Tintilia del Molise 2004 della cantina di Larino declina al meglio le caratteristiche di questo vino che si appresta a diventare uno dei suoi prodotti più rappresentativi.

Anche dal punto di vista degli abbinamenti, il matrimonio di questo vino con la cucina “di terra” molisana è perfetto. La Tintilia dell’Azienda Agricola D'Uva dà il meglio di sé accostata a ricchi piatti come: pasta al ragù; polenta; carni rosse grigliate, cotte sui carboni e al forno; sopressata; pecorino; costolette d’agnello farcite “cace e ova” (formaggio e uova), cotte interea forno a legna; torcinelli arrostiti, un’appetitosa ricetta a base di frattaglie di agnello.

 
Informazioni per la Stampa a cura di: PRESS DI PAOLA COLLA
Referente Alessandra Semino
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giovedì, 22 settembre 2005
Comunicato stampa del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

“Abbiamo sollecitato il Commissario europeo Fischer Boel affinchè venga concessa all'Italia una distillazione di crisi di almeno 4 milioni di ettolitri di vino da tavola e contiamo di ricevere un'ulteriore autorizzazione nel prossimo Comitato di gestione. Nel frattempo però abbiamo velocemente dato il via alle procedure per l'erogazione dei fondi relativi ai primi 2 milioni di ettolitri autorizzati dalla Commissione Ue”.

Lo ha annunciato ieri il Ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno, precisando che il Mipaf ha definito le modalità attuative dell'intervento e l'Agea ha stabilito le procedure operative per la presentazione dei contratti di distillazione di crisi.
Per la campagna 2004/2005 i modelli per la compilazione dei contratti di distillazione di crisi sono reperibili attraverso il sito internet www.sian.it, nell'area modulistica, mentre per le modalità di compilazione sarà sufficiente consultare le Note esplicative, area Servizi software e manuali dello stesso sito.

Una volta compilati, i contratti di distillazione di crisi dovranno essere inviati agli Organismi regionali cui compete la loro approvazione: saranno poi gli uffici periferici regionali a trasmetterli all'Agea insieme alla relativa documentazione, dopo aver effettuato gli accertamenti prescritti dalla normativa comunitaria e dalle disposizioni nazionali.

“Ricordo comunque a produttori e distillatori“ - precisa il Ministro Alemanno- “che a fronte delle nostre proteste, i Servizi e la Commissione si sono impegnati a tenere aperta la procedura per permettere ulteriori autorizzazioni: auspichiamo dunque che dal prossimo Comitato di Gestione giungano nuove e più adeguate risposte alla situazione di crisi del settore vitivinicolo italiano”.
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mercoledì, 21 settembre 2005
Hand Held Products™ annuncia piani di adeguamento alle direttive dell’Unione Europea

Hand Held Products, il principale fornitore mondiale di soluzioni "image-based" di raccolta dati per applicazioni mobili, wireless, fisse ed elaborazione di transazioni, annuncia di aver iniziato ad attuare piani di adeguamento a due diverse direttive dell’Unione Europea - WEEE (Waste Electrical and Electronic Equipment) e RoHS (Restriction of the use of certain Hazardous Substances).
La direttiva WEEE ha lo scopo di assicurare che lo smaltimento e il riciclaggio di apparecchi elettrici ed elettronici avvenga secondo specifici parametri di sicurezza e sposta la responsabilità dello smaltimento dal governo al produttore - dove per produttore si intende l’importatore ufficiale o il proprietario del marchio. La direttiva RoHS, invece, limita l’uso di particolari sostanze pericolose per la fabbricazione di materiale elettrico ed elettronico.
Per assicurare la propria conformità alla WEEE, Hand Held Products provvederà all’iscrizione nell’apposito registro di tutti gli Stati membri dell’UE, incluse Svizzera e Norvegia. Per quegli Stati che non hanno ancora recepito la direttiva, l’iscrizione slitterà verso la fine del 2005 o l’inizio del 2006.
A partire dal 13 agosto 2005 Hand Held Products applica su tutti i suoi prodotti distribuiti il bollino col simbolo del riciclaggio e fornisce tutte le informazioni contenute nella direttiva WEEE in materia di raccolta, smaltimento e riciclaggio dei prodotti. Inoltre ha comunicato le norme contenute nella direttiva alla sua rete di partner ed effettuerà direttamente tutte le registrazioni, in modo da soddisfare le disposizioni di legge.
Per ciò che concerne la direttiva RoHS, l’azienda ha già iniziato a rivedere il proprio portafoglio prodotti per verificare dove è necessario un adeguamento. Inoltre, sta analizzando la sua supply chain, sta identificando i pezzi di ricambio come richiesto, sta modificando il suo processo produttivo e sta identificando i prodotti che soddisfano la direttiva RoHS, in modo da mantenere gli alti standard qualitativi che già caratterizzano Hand Held Products. L’azienda prevede di soddisfare pienamente le norme della direttiva RoHS entro la data richiesta del 1 luglio 2006.
Roel Vreeburg, Senior VP International Sales, Marketing & Service di Hand Held Products ha dichiarato. “Come azienda, abbiamo l’obbligo di rispettare l’ambiente che ci circonda e di sviluppare prodotti che ne siano rispettosi.E per far questo riteniamo che sia necessario impegnarsi fin dalla fase di progettazione del prodotto, per continuare poi durante la fase di produzione e quella di smaltimento.”
Per maggiori informazioni riguardo all’adeguamento di Hand Held Products alle direttive WEEE e RoHS, visitare il sito: www.handheld.com/environment


A proposito di Hand Held Products
Con sede nello stato di NY, Hand Held Products è il principale fornitore mondiale di soluzioni "image-based" di raccolta dati per applicazioni mobili, wireless, fisse ed elaborazione di transazioni. Attraverso la sua esclusiva piattaforma Adaptus™ Imaging Technology, Hand Held Products fornisce ai suoi clienti e partner soluzioni innovative, affidabili e durevoli, grazie anche a una rete di più di 30 uffici e a centinaia di rivenditori. Hand Held Products è una società privata ed è presente nei principali mercati e nei più importanti paesi nel mondo. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.handheld.com
Questo comunicato stampa contiene previsioni di lungo termine. I rischi e le incertezze di mercato possono causare risultati che differiscono anche significativamente da quelli riportati nel testo precedente. Hand Hed Products ritiene affidabili le proprie dichiarazioni, ma ricorda che tutte le informazioni/proiezioni/dichiarazioni/opinioni sopra espresse sono basate sulle notizie disponibili al momento e che queste potrebbero cambiare senza preavviso
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categoria:ambiente, informatica, ecologia, agricoltura


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